febbraio 19, 2018 Ti-Rex Bike

Paolo Bianchini

Ho la passione della bicicletta fin da bambino e mi è stata trasmessa da mio padre Giuseppe.

Dopo diverse sfide con gli altri ragazzi nel centro del paese, partecipai alla prima corsa già nel 1972 con la società sportiva “Torrienieri”, prediligendo le salite e difendendomi bene anche in volata. L’anno successivo ottenni la prima vittoria a Piancastagnaio con il Pedale Senese. La mia grande passione per la bici prosegue in parallelo al duro lavoro volto a portare all’eccellenza il nostro Brunello Ciacci Piccolomini d’Aragona. Col passare degli anni sono passato dall’agonismo puro al mondo degli amatori e attualmente, dopo aver appeso il numero al chiodo, mi dedico a grandi imprese come: l’Eroica, il Giro delle Fiandre per amatori, oppure la Granfondo Strade Bianche, che si svolge a Siena, dove ottenni il quarto posto di categoria.
Tra i tanti ricordi piacevoli ho un ricordo speciale per la Ronde van Vlaanderen. Fu una corsa che affrontai con entusiasmo ed energia anche grazie agli inseparabili amici del c.c. Olympus che negli anni ha subito diversi innesti. Il primo con il gruppo ciclistico NSSV 1794 (Non Sorte Sed Virtute 1794) con abbigliamento professionale dedicato fornito da Veloplus, e in seguito con le biciclette personalizzate Ti-Rex interamente prodotte a mano in Italia. A tal proposito, Ti-Rex è tra gli ultimi produttori che ancora offrono un prodotto unico completamente su misura, a seconda delle esigenze fisiche dell’atleta.

Altro ricordo emozionante è il Giro delle Fiandre a cui partecipai con gli amici di sempre: Nick, Phil, Penny, Danny e i nuovi compagni di bici Gabriele Rampollo, un professionista già avviato alla Motorola, sua sorella, l’affascinante Clara Rampollo, anche lei professionista dal 2002, e Andrea, tutti sempre sotto l’occhio vigile del direttore sportivo Alberto. Il Giro delle Fiandre è stato un sogno che si è avverato, un’esperienza incredibile tra due muri di folla in un paese in festa. Uno spettacolo indimenticabile che mi porterò per sempre negli occhi e nel cuore. Sono certo che sul Muur van Geraardsbergen c’era mio padre a spingermi da lassù. Attraversare muri leggendari come il Grammont, il Koppenberg, il Kwaremont, il Paterberg e il Taaienberg è per me motivo di grande orgoglio e gioia, poiché sono riuscito ad attraversarli e domarli dopo averli solo accarezzati per anni nel mio immaginario. E dopo queste conquiste io e miei compagni di avventura abbiamo brindato con bottiglie del miglior Brunello di Montalcino…una sana riserva 2010.